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LA COLTURA DELL'ASPARAGO

L'asparago (asparagus officinalis; fam. liliacee) e una erbacea perenne (60-150 cm), rizomatosa e cespitosa, fusti in un primo tempo sotto forma di gemme cilindriche e appuntite, squamose (turioni), poi in un secondo tempo eretti, gracili, verdi, molto e finemente ramificati.
Fiori piccoli, peduncolati, bianchi lineati di verde; frutti a bacche rosse, globose, con pochi semi.
Si coltiva un po’ dappertutto per la bontà dei suoi turioni commestibili dopo cottura.
Si semina da marzo-aprile in terra leggera ma ricca e fresca; la primavera successiva si traggono dal terreno le cosiddette "zampe" con rizomi e gemme e si sotterrano a 10-25 cm di profondità ed a distanza di 30-50 cm e si forma cosi l'asparagiaia, che può dare una produzione, se ben coltivata, per otto-dieci anni.
La fioritura dell'asparago avviene da maggio a luglio; i turioni, devono essere colti immediatamente appena giunti a maturazione, altrimenti induriscono facilmente dando luogo a lunghe ramificazioni che li rendono immangiabili.
Il nome asparago deriva dal greco "sparagao" che significa "turgido", è originario dell'Asia Occidentale dove cresce allo stato selvatico in terreni sabbiosi; la loro coltivazione era già conosciuta fin dai tempi degli antichi Egizi e dei Romani, già al tempo di Marco Polo, Simone Seth, valente medico della corte di Costantinopoli, consigliava l'asparago come ottimo alimento diuretico.
Infatti, gli asparagi furono prima conosciuti come piante medicinali e solo in un secondo momento come cibo.
In Inghilterra è uso comune consumare gli asparagi allorché le punte appaiono appena bianche, cioè un po’ di tempo prima della loro normale maturazione; in Germania quando le punte sono ad una stadio un po’ avanti, quando esse risultano verdi; in Italia invece si preferiscono nel pieno della loro maturazione quando hanno assunto una vivace sfumatura color violetto.
I tipi di asparagi facilmente reperibili in Italia sono: l'asparago verde che risulta piuttosto tardivo, più sottile nella forma e meno carnoso come polpa, si coltiva specialmente in Val Padana; l'asparago viola dal turione molto tenero con l'estremità rosso violacea; l'asparago bianco varietà precoce, dal turione grosso e carnoso con la punta verde, coltivato generalmente in Italia centrale e in Liguria.
Le qualità invece più rinomate sono: l'asparago di Bassano, quello di Tivoli, di Mezzago, di Cilavegna e quello Piemontese.
Dal punto di vista dietetico gli asparagi svolgono una funzione altamente diuretica ed è quindi consigliato nelle diete degli obesi, degli artritici, degli itterici e nelle soluzioni depurative; è prezioso anche per gli anemici e i convalescenti, non è indicato alle donne in stato interessante e a coloro che soffrono di disturbi renali.


TECNICHE DI COLTIVAZIONE

L'asparago è una pianta che dimostra una buona adattabilità nei climi caldi e freddi, il suo terreno ideale è quello sciolto e sabbioso che non abbia ristagni di acqua; per la sua coltivazione e produzione, bisogna realizzare una asparagiaia e uno dei modi più comuni è il seguente.
Bisogna scegliere une semente di qualità e spargerla nel terreno all'inizio primavera in file distanti tra loro di circa 25-30 cm. e interrato alla profondità di 1 cm; per 1 mq di semenzaio servono circa 6-8 gr di seme e si consiglia di immergere la semente qualche ora nell'acqua a macerare per facilitare il germogliamento.
Dopo circa 35 giorni dalla nascita si procederà al diradamento, mantenendo sulle file una piantina ogni 10-12 cm.
Durante questo periodo di crescita bisognerà intervenire con tutte quelle normali operazioni agronomiche di cui la pianta necessita, tipo la sarchiatura la zappettatura e l'irrigazione.
L'anno dopo alla semina, nei mesi di febbraio-aprile, si otterranno le famose "zampe" che serviranno per impiantare l'asparagiaia.
Il trapianto si effettua da novembre a marzo, secondo le zone di coltivazione; le "zampe" di cui saranno scelte le più sane e vigorose, andranno leggermente potate per pareggiarne l'apparato radicale, poi piantate in fila, in fosse, alla profondità di circa 10 cm distanziandole di 40-60 cm tra loro.
Le fosse dovranno essere profonde da 20 a 30 cm e larghe da 50 a 90 cm a seconda che si voglia realizzare una asparagiaia a file semplici o binate, andranno parzialmente riempite mediante uno strato di letame perfettamente maturo e amalgamato con terriccio, e distanziate tra loro di circa 50 cm; a piantamento avvenuto, le fosse saranno livellate con aggiunta di terreno.
La concimazione organica, in parte distribuita al momento del trapianto prevede un apporto di letame maturo che va interrato con una buona vangatura qualche mese prima di costruire l'impianto ad una profondità di 30-40 cm; per l'asparagiaia che resisterà nel terreno per circa dieci anni, si dovrà distribuire annualmente del letame sempre maturo, localizzato nelle fosse.
Le lavorazioni sono molteplici e vanno dall'irrigazione da farsi al momento di trapiantare le zampe e nei momenti di fabbisogno idrico dovuti al clima stagionale particolarmente asciutto, comunque si consigliano almeno due trattamenti annuali.
Si dovranno effettuare anche periodiche sarchiature per arieggiare il terreno e tenerlo pulito dalle erbe infestanti; gli steli ingialliti andranno tagliati in autunno e le pianticelle andranno scalzate.
Al terzo e quarto anno, dopo che si comincerà a raccogliere i turioni, si dovranno rincalzare le piantine.
I turioni dell'asparago si sviluppano da un corto rizoma, non vanno raccolti nel primo anno d'impianto ma lasciati fino alla formazione dei fiori e dei frutti; una prima limitata raccolta sarà possibile al secondo anno alla messa in funzione dell'asparagiaia, ma la prima raccolta consistente avverrà nel terzo anno con inizio dal mese di aprile, per poi continuare per 40-50giorni successivi.
Il turione dovrà essere asportato con un attrezzo particolare per non danneggiare l'impianto.
Le malattie che possono attaccare questa pianta, sono diverse ma la più importante è la ruggine dell'asparago; si manifesta sui turioni in primavera con macchie giallognole e di seguito anche sui fusti, rami e foglie.
In seguito a questa malattia, la parte aerea della pianta si dissecca e naturalmente la produzione diminuisce sensibilmente anche per l'annata successiva, la lotta di prevenzione deve essere efficace fino dai primi giorni della formazione della asparagiaia; la lotta prevede l'eliminazione in primavera, di eventuali piante di asparago selvatico situate nelle vicinanze dell'impianto e in autunno la distruzione mediante il fuoco degli steli appositamente tagliati per eliminare spore infettive in loro rintanate.
Altre malattie conosciute sono: il mal vinato e la fusarosi che attacca prevalentemente l'apparato radicale dell'asparago, che si deve difendere anche da attacchi da parassiti animali oltre a lumache, le larve di maggiolino, il grillotalpa, la cosside dell'asparago, la mosca dell'asparago che scava cunicoli nell'asparago, causandone la morte o la deformazione dei turioni.
La lotta diretta prevede dei trattamenti con legno quasso addizionato a sapone.