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L'ASPARAGO DI MEZZAGO

Mezzago è un piccolo e intimo paese brianzolo ma ricco di cultura e tradizione, posto sulla provinciale Monza-Trezzo in Provincia di Milano e da qui inizia la storia dell'asparago di Mezzago.
Più di cent'anni fa un certo Carlo Brambilla detto "Muschin" (cioè moscerino, si pensa in relazione alla sua statura) introdusse il celebrato ortaggio nella zona; ma come tutte le storie danno origine popolare anche questa sull'asparago di Mezzago nasconde i suoi aspetti misteriosi, tanto che nessuno è riuscito a ricostruire la vicenda in una maniera esatta.
Il nipote del Carlo, il sig. Cesare Brambilla, che vanta la sua gloriosa discendenza custodendo gelosamente la sua fotografia e la tradizione di coltivare gli asparagi, sostiene che suo nonno portò a casa il seme dall'America, durante uno dei suoi viaggi che durò più di sei mesi e che fu il nonno stesso ha iniziare la coltivazione e la commercializzazione.
Quel che più conta è che gli asparagi del Muschin cominciarono a spuntare sempre più numerosi e saporiti, anche perché aveva trovato il terreno ideale per le loro caratteristiche di coltivazione; altri contadini iniziarono anche loro la semina di questo tipo di asparago, vedendo i risultati del loro intraprendente collega e cosi fu che tutti coloro che possedevano anche un fazzoletto di terra si misero a coltivarlo, in breve tempo Mezzago divenne il regno dell'asparago.
Negli anni trenta i ristoratori più rinomati del capoluogo facevano la coda al vecchio mercato ortofrutticolo per accaparrarsi gli asparagi della zona che i contadini portavano in grosse ceste, partendo con i carri a notte fonda per arrivare alle prime luci dell'alba nei mercati ortofrutticoli.
Allora la produzione era di 25 q.li al giorno.
Alla fine della seconda guerra mondiale non fu assolutamente facile riprendere la coltivazione, anche per il costante abbandono delle campagne per le zone industriali e perché la coltura dell'asparago richiede: abilità, tanta pazienza, va seguita si può dire quotidianamente, conoscenze agronomiche, esperienza specifica insomma è un'arte, ma affermano che i risultati compensano gli sforzi.
In tempi più recenti, due giovani e volonterosi agricoltori: Francesco Doni e Giovanni Vitali, si sono messi a fare le cose sul serio, puntando sulla grande produzione, seguendo la crescita di migliaia di piantine poste a dimora in un centinaio di piccoli appezzamenti tutti naturalmente nella zona di produzione.
Per tradizione una domenica all'anno, solitamente di maggio, i contadini mezzanghesi non fornivano i mercati milanesi, ma accontentavano lo stomaco dei propri famigliari e amici.
Negli anni '60 fra le gite fuori porta nelle prime settimane estive, la meta, era proprio Mezzago; in tutti i bar trattorie il menu di base era con l'asparago.
Nasce l'idea di istituire la sagra dell'asparago, cosi è, e, infatti, dagli anni'70 la seconda domenica di maggio sua maestà l'asparago è il re di Mezzago, dove viene premiato l'ortaggio più grosso e il mazzo meglio rappresentato.
La "sagra" si svolge tutti gli anni nella splendida cornice di Palazzo Archinti, splendido esempio di architettura medioevale, la cui torre e le mura più antiche possono datarsi intorno al XIII secolo e che fu residenza di monaci dell'ordine degli Umiliati.
Naturalmente, anche a Mezzago decantano giustamente le proprietà terapeutiche dell'asparago, specialmente la sua fortissima capacità diuretica, infatti, dicono che dopo la sua degustazione non occorre allarmarsi se i liquidi organici eliminati emanano un odore penetrante e caratteristico, quello del metilmercaptano, è solo la dimostrazione che l'asparago ha fatto il suo … lavoro.